La direttiva del CIPA (Comité International de Photogrammetrie Architecturale)

Il rilievo grafico tradizionale ed il rilievo fotogrammetrico si differenziano essenzialmente perché:
- il primo prevede una rappresentazione grafica in scala, ed una serie di fotografie, che offrono una visione spaziale mono, ma non consentono di prendere le misure;
- il secondo, grazie ad una coppia di fotogrammi, offre una visione spaziale stereo e consente di rilevare le misure degli oggetti fotografati.
In pratica, la fotogrammetrica offre le coordinate spaziali (x, y, z) di ogni punto rappresentato sulla coppia di fotogrammi.
Quando non si ritiene sufficiente rilevare direttamente le misure dall'immagine stereo, si effettua, anche a distanza di anni, la cosiddetta restituzione, cioè una rappresentazione grafica, mediante la quale si registrano, per ogni punto scelto in fotografia, solo due coordinate:
- x,y per la rappresentazione in pianta;
- x,z per la rappresentazione in prospetto.
Va da sé che la restituzione ha senso solo se "finalizzata", richiedendo una scelta di punti in funzione di uno scopo ben preciso, con un tempo (e, quindi, un costo) proporzionale agli elementi rappresentati.

La proposta, consistente nella costituzione di un archivio internazionale dei rilievi fotogrammetrici di monumenti soggetti a rischio di distruzione, forse appariva utopistica mezzo secolo fa, sia a causa dell'impiego in fotogrammetria delle lastre di vetro, di difficile duplicazione e trasporto, sia per l'esistenza di restitutori ottico-meccanici, che accettavano solo fotogrammi di camere con formato e focale ben determinati.
Oggi emerge tutta la genialità dell'idea, visto che, con l'impiego della fotografia digitale, sono scomparsi tutti i problemi dell'archiviazione e della restituzione.